lunedì 8 agosto 2016

Quando vai in ferie?


Succede che è agosto.
Sei in ferie? E quando vai in ferie? E il mare? Quando vai al mare? E in montagna? Quando vai in montagna?
Succede che ho ricominciato a lavorare.
A luglio.
Che per una che sta "a spasso" da diversi anni è una manna dal cielo.
Faccio quello che mi piace, nel modo in cui mi piace, con persone che mi piacciono, a 100 m da casa mia.
Pure part-time.
Praticamente dovrei pagare io per fare questo lavoro...
E allora, di che mi lamento?
Semplice: della gente che continua a preoccuparsi di quando andrò in ferie.
Ecco, adesso respiro e cerco di non dire troppe parolacce...
Ma porca di quella troia maiala, sono sette anni che sto in ferie forzate!!! Mi sembra che mi sia riposata abbastanza, no??? Ogni volta rompete i coglioni con 'sta crisi, con il lavoro che non si trova, con le ditte che chiudono...Io vi dico che ho trovato lavoro (pure senza cercarlo) e voi vi preoccupate che passerò agosto a lavorare???
Fatemi un grosso piacere:
andate a fanculo!!
Voi, agosto e le ferie.
E scusate i francesismi.


venerdì 8 luglio 2016

La cazzata della prova costume

Vivo a 10 km dal mare, quindi la mia prova costume in realtà comincia con i primi caldi.
Che può essere giugno, ma anche fine aprile.
E non è giusto, perché chi vive in città e il mare lo vede solo una settimana ad agosto ha più tempo per prepararsi.
Io praticamente posso permettermi di essere ciccia bomba e cellulitica solo per i mesi invernali.
E non è mica facile.
Scherzi a parte sapete cosa penso realmente della prova costume e di queste stronzate in generale.
Ma ieri sera ho visto per l'ennesima volta la pubblicità delle compagnie telefoniche.
Orde di ventenni magre, toniche, col culo di marmo e le tettone all'insù. Ecco se io non vivessi vicino le spiagge penserei che se metto piede sul bagnasciuga farei la figura del cesso di turno a presentarmi in mezzo a quelle strafighe con il pareo che mi copre il culone (ndP: io sta cosa del pareo non l'ho mai capita, se c'hai il culone si vede anche se coperto dal tendone del circo...mah).
Ecco... la pubblicità mina la nostra autostima, ci fa vedere una realtà che non esiste.
Se stamattina andassi in spiaggia troverei nell'ordine:
- le anziane signore che passeggiano con l'acqua fino ai polpacci per le vene varicose, tutte intente a sparlare delle loro vicine di casa che chissà perché hanno sempre una figlia mignotta o un figlio spacciatore.
- Neo mamme con passeggino, piscinetta, secchiello, ombrellone, ventinove cambi, frigobar, bombe a mano e trick e track. Che anche se hanno dieci chili in più non si vede tanto sono sommerse di cose.
- Quarantenni che ancora non hanno saputo che i venti sono passati da un bel po', anzi sono raddoppiati. E continuano a mettere il tanga della stessa misura e dello stesso colore. Beata innocenza.
- Uomini e donne di tutte le età e di tutte le taglie. Alcune assomigliano veramente a quelle della pubblicità, ma, credetemi, sono la minoranza.
Vorrei lanciare un appello ai pubblicitari: lo so che il bello vende, è la dura legge del mercato.
Ma chi l'ha detto??
Fatevi un giro sulle nostre spiagge e per una volta, solo una eh, mostrate in tv la realtà.
Che non è poi così schifosa come sembra. :-)
Intanto vi lascio con il video di quella che reputo una delle migliori pubblicità di sempre...

venerdì 1 luglio 2016

Terzo giorno

Decidere le ultime tre citazioni è stato veramente difficile.
Solo tre????
Questo giochino mi è piaciuto veramente tanto e mi dispiace che finisca oggi.
Infinite frasi fanno parte del mio quotidiano, da "la madre degli imbecilli è sempre incinta" che pronuncio almeno una volta giorno a "sono tutti finocchi col culo degli altri", passando per "solo gli stupidi non cambiano mai idea".
Ma devo sceglierne solo tre.
Eccole...


"Un giorno senza sorriso è un giorno perso"
(Charlie Chaplin)

"If you can dream it, you can do it"
(Walt Disney)

"Ama e fa ciò che vuoi"
(Sant'Agostino)

Continuiamo ancora per qualche altro giorno??

giovedì 30 giugno 2016

TLDILC alias QC parte 2

Rieccomi, pronta per il secondo giorno.
Oggi voglio ricordare quelle citazioni che hanno accompagnato la mia vita nei momenti non bellissimi (perché scrivere 'di merda' sembrava brutto).

"Non può piovere per sempre"
(Il corvo)

"La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia"
(Mahatma Gandhi)

"Beati monoculi in terra caecorum"
(e questo non poteva mancare!)

Avevo promesso qualcosa di colto... ahahahah!!
Dai, domani ci riprovo... ;-)

mercoledì 29 giugno 2016

"Te la do io la citazione" alias "quote challenge"

Allora...non ci capisco tanto delle catene di sant'Antonio dei blogger.
Un po' le schifo pure.
Ma questa è carina e quindi partecipo molto volentieri.

Intanto ringrazio Vedetta (che non c'ha manco un blog...Vedetta dai esci allo scoperto e facci sapere un po' di cavoli tuoi) per aver pensato alla sua vecchia cara e sciatta Pat... :-D

Il giochino dovrebbe essere semplice pure per una senzadiofuoridalmondo come me...
Ecco le regole:
3 giorni
3 citazioni per giorno
3 inviti a partecipare per giorno.
Ce la posso fare.

Intanto nomino chiunque voglia giocare. Senza impegno.

Primo giorno dedicato ai film e soprattutto alle cazzate (che poi, diciamocelo, ho un master in questo)

"Io non sono cattiva. E' che mi disegnano così"
(Jessica Rabbit in "Chi ha incastrato Roger Rabbit?")

"Sei solo chiacchere e distintivo! Chiacchere e distintivo!"
(Gli intoccabili)

"Il settimo giorno Dio creò il cheeseburger"
(Aldo, Giovanni e Giacomo)

Vedetta lo so che sei pentito di avermi nominato :P.
Dai...domani ti prometto qualcosa di colto! ;-)



venerdì 10 giugno 2016

Cosa non mi mancherà delle elementari

Tre mesi ogni anno per decidere se il nastro per il vestito della recita sia meglio blu notte o blu cobalto. Se la stoffa sia meglio quella tessuta a mano dai pastori transumanti dell'Uruguay o quella tessuta dalle donne ugandesi in menopausa.
Ma la stoffa che vendono nel negozio sotto casa no??? Quella da due euro al metro???
Tre mesi di seghe mentali per tre minuti di balletto.

I regali per le maestre. Non tanto per i soldi, che alla fine non erano chissà che cifra. E' le idee balorde che venivano fuori. Non doveva essere niente di "confezionato" e banale. Solo ed esclusivamente idee originalissime assemblate a mano dai genitori.
Maestre, sappiatelo, non ho mai visto un vostro regalo. Però l'ho sempre pagato.

Il mio telefono peggio del centralino di un call center di Bombay. Perché Diego, in quanto bambino bravo e diligente, sicuramente avrà scritto bene i compiti che qualcuno puntualmente ha dimenticato di segnare. Convenevoli finti e infiniti di mamme scusanti. Tutti i giorni. Tutti i santi giorni. Dalle medie ognuno il suo telefono e via pedalare.

Il mercatino di Natale fatto dai genitori. Oggetti handmade orribili. Palle per l'albero fatte con qualsiasi materiale esistente, dal banale cartoncino al plutonio. Sgangherati bambinelli che bestemmiavano dalla vergogna.
Soldi per comprare il materiale, soldi per comprare il prodotto finito che 'non vuoi aiutare le casse della scuola?'.
Per fortuna le mie capacità manuali sono state subito apprezzate e mi hanno fatto fuori dal gruppo del bricolage già in prima. Grazie Signore grazie.

I discorsi fatti all'uscita di scuola nell'attesa della campanella. La proclamazione della "Mamma migliore del giorno" in base a chi sapeva esattamente i compiti e le pagine da studiare per quella mattina. Ho smesso di controllare i compiti a Diego già in prima. Va da sé che il trofeo non l'ho mai portato a casa.

Le canzoni demenziali. Ok l'ora di musica. Ok che sono bambini.
Non pretendo che cantino gli AC-DC o Iron Maiden.
Ma a undici anni "La tarantella della mozzarella" o " Il tortellino nonricordocosa" ANCHE NO.

lunedì 6 giugno 2016

Lacrime di coccodrillo



E giù tutti a piangere.
Mamme con gli occhi gonfi come se i loro figli stessero per partire per la guerra.
Bambini come fontane che si asciugano lacrime sui grembiuli, che da ora in poi verranno utilizzati per pulire i vetri (i grembiuli, non i bambini of course).
Video finale con foto, canzoni e frasi.  A confronto Maria De Filippi è una dilettante.
Abbracci e saluti strazianti.

Troppe lacrime le ho viste finte.
Esagerate.
Cercate e volute.
Come se piangere facesse parte dello spettacolo.
Come se funziona così e basta.

Ho visto compagni che si sono insultati e odiati per tutti e cinque gli anni, dirsi che si mancheranno tantissimo.
Sfortuna vorrà farli ritrovare nella stessa classe alle medie e ricominciare ad odiarsi.

Mamme che si sono sputate veleno senza pietà, abbracciarsi e dirsi: "Mi raccomando, teniamoci in contatto!".

Gli unici che non piangono?
Io e Diego.

Anzi, siamo felicissimi.
No, non siamo insensibili.
E' che sinceramente ci chiediamo: "Ma che cazzo c'avete da piangere??"
Viviamo in un paese di nemmeno ventimila abitanti, praticamente so a che ora vanno a pisciare uno per uno.
Tutti i bambini andranno nella stessa scuola media.
Sicuramente non nella stessa classe, ma ci sono nove classi in tutto, tra prima seconda e terza.
Per non vedersi bisognerebbe essere ciechi.
La scuola è finita venerdì e già oggi erano al solito campetto per il solito pomeriggio all'aperto.

Siamo strani noi?
Per fortuna!!